La tenuta sociale è a rischio

La tenuta sociale è a rischio

Anche se gli elettori dell’attuale maggioranza politica non vogliono capirlo, le politiche anti-welfare del loro amato governo stanno mettendo a serio rischio la tenuta sociale del paese.

Si avverte distintamente odio verso una particolare classe di cittadini. Non era salutare farlo nemmeno quando la terna di destra, FdI-Lega-FI, si trovava all’opposizione; ma fare classismo odiatore oggi, perfino durante questa parentesi governativa, è addirittura devastante. Esiste sempre un certo grado di emancipazione naturale che permette ai cittadini di acquisire ulteriori granelli di cultura e aumentare la loro consopevolezza, e ai nostri tempi diventa quindi sempre più difficile maltrattarli senza provocarne l’altrettanto naturale senso di ribellione e rivalsa.

Un punto in più per tornare presto a parlare di conseguenze e rimedi in tema di riforme inattuate e pressione sociale sui cittadini, nella mia monografia di cui già avrete letto i primi 7 capitoli. Spero di poterlo fare presto.

Non comprendere il livello di pressione esercitata, non stare attenti, non cercare argini e rimedi validi, significa essere solo molto ottusi. E mi chiedo se l’attuale classe dirigente non sia davvero talmente ottusa da non capirlo, oltre ogni eventuale furore ideologico.

Ieri sui social circolavano questi post.

Post su X di FdI del 01/12/2023

Naturalmente non è un caso isolato. E’ stato così l’altro ieri, e ogni volta che si promuove come “buona e giusta” una causa che colpisce gli ultimi del paese, affermando che le cose vanno a gonfie vele. Mentre si canzona quel welfare che non esiste più ed è stato sostituito col nulla.

Qualcuno si arrabbia, penso. E si arrabbierà peggio di ieri, al medioevo, quando il livello culturale e intellettivo non permetteva di razionalizzare il tanto che bastasse per reagire. Eppure qualcuno ha reagito anche allora, perché dal medioevo ne siamo usciti. E fuori dal medioevo la gente oggi va sul sito dell’ISTAT è diventa rossa di rabbia leggendo che l’occupazione è aumentata (è vero…) ma di sole 27 mila persone, mentre il doppio delle persone, ossia 45 mila, si sono nel frattempo aggiunte a quelle che cercano lavoro e non lo trovano. I disoccupati!

Bollettino ISTAT occupati/disoccupati del 30/11/2023

Dire che qualcosa di buono aumenta, senza però dire che anche qualcos’altro di cattivo aumenta ancora di più, è una presa in giro che i cittadini non credo possano tollerare di buon grado. Siamo anche arrivati a sfiorare il 25% di disoccupazione giovanile: un quarto dei nostri giovani sono a spasso!

Nel caso in esame, a questa presa in giro che riguarda tutti i cittadini senza distinzione, e dunque anche gli elettori del governo in auge, si associa anche il dispetto fanciullesco al “reddito di Conte” (si riferiscono al Reddito di Cittadinanza) che avendolo eliminato avrebbe obbligato i “fannulloni” a tornare a lavorare. Ma non può essere così, visto che invece aumentano proprio, e molto di più, i disoccupati.

Come si devono sentire questi altri signori cittadini che vengono derisi e detestati da questo governo?

Ma c’è di più.

Molti di questi disoccupati, esodati dal “reddito di Conte”, oggi si stanno pagando gli spostamenti per recarsi quotidianamente presso le strutture che erogano i corsi di riqualificazione. A fronte di quest’obbligo, il governo aveva promesso loro 350 euro al mese, ma di fatto non stanno ricevendo un quattrino, a causa di imprecisati “problemi di piattaforma”. Quindi: non ricevono nulla; spendono soldi, chiesti certamente ad amici e parenti; e nel frattempo lo stato paga profumatamente chi eroga i corsi.

Chi altro si deve arrabbiare qui?

Abbiamo corsi erogati e pagati dallo Stato che costeranno un mucchio di soldi, e non c’è nessun piano in merito al futuro aggancio con offerte di lavoro, quindi potrebbero essere soldi spesi inutilmente per erogare “conoscenza” (ma serviva?!) non spendibile. Tant’è, in effetti, che solo in poche località tali corsi sarebbero partiti, mentre in gran parte del paese si parla (forse) di fine gennaio.

Abbiamo che in termini di risparmio e possibilità di occupare gli “occupabili” non cambia nulla: lo stato spende lo stesso, ma ha tolto ai poveri per dare all’imprenditoria che eroga corsi probabilmente inutili.

Abbiamo questi esodati che frequentano i corsi e non prendono nemmeno il mini sussidio di 350 euro, e presto saranno anche impossibilitati a spostarsi a loro spese per frequentarli. Mentre chi non li può ancora frequentare è doppiamente disperato perché non può nemmeno sperare di prendere quel mini sussidio, se mai arriverà!

Abbiamo la quasi totalità dell’Europa che da decenni porta avanti politiche di welfare con i loro omologhi al reddito di cittadinanza, e funzionano. Ma da noi questo governo ha deciso che non deve esistere, non è possibile, non funzionerà, noi abbiamo solo i fannulloni.

Abbiamo, infine, cittadini contro cittadini, ai quali è stato inculcato l’odio del divide et impera, e quando si tratta di argomentare sul welfare rispondono a chi si trova totalmente senza un soldo che è giusto così! Perché le tasse di chi lavora vanno spese diversamente. Ma se si parla loro di Costituzione e si fa notare che le tasse vengono già impiegate per cose che servono a curare chi non può permetterselo (sanità pubblica), per chi non potrebbe studiare (borse di studio) per chi ha bisogno della pensione di vecchiaia (assegno sociale), e ogni altro sistema di welfare che per fortuna ancora tiene un minimo, non sanno più argomentare nulla e cadono dalle nuvole.

Io, insomma, vedo parecchia gente che avrebbe ragione di arrabbiarsi: tanto gli elettori del governo, quanto i presunti fannulloni, che già da soli sarebbero circa 400 mila famiglie. E pensare che non succeda, che non si arrabbino, significa pensare con un cervello medievale, che alla fine capitolò anche lui.

La tenuta sociale del paese è a serissimo rischio, perché in Italia non c’è mai stato tanto divario tra ricchi e poveri, e addirittura tra chi può permettersi pasti regolari rispetto a chi deve ringraziare se può farne uno al giorno. Un divario costituitosi in un’epoca incompatibile con le “antiche sofferenze”, perché oggi si promuove consumo sfrenato e benessere disponibile per tutti, in maniera dissonante da come poi vivono realmente milioni di cittadini italiani. Gli italiani sono stati svezzati con un certo benessere e uno spazio vitale per tutti, e oggi molti di loro l’hanno purtroppo perso o gli viene negato. Impossibile pensare che la prendano bene.

Si resisterà, finché sarà possibile. Chi può dire quando la fatidica goccia farà traboccare il vaso? Ma a spanne non credo che questa resistenza si conterà sugli anni. Dopo che tanti piccoli vasi traboccheranno, dopo che saranno repressi, dopo che altri eventi maggiori e minori ci faranno sempre più riflettere, e dopo che non avremo dato retta a nessuna di queste riflessioni.

Non c’è nemmeno tanto da aspettare, perché i piccoli vasi al trabocco li stiamo già osservando in tutto quello che succede di brutto, piazze comprese.

Base foto: Couleur da Pixabay

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P. Giovanni Vullo

In questa navicella spaziale, vado in giro a fare scoperte. Provo a capire come funziona. E ve lo racconto.