La “tattica Kossiga” è l’ultima frontiera?

La “tattica Kossiga” è l’ultima frontiera?

Signori governanti,

parleremo della manifestazione del 31 gennaio scorso, avvenuta a Torino.

In queste foto io vedo un anziano manifestante insanguinato e trascinato via da due poliziotti. E sopra vedo due poliziotti che stanno bene: quello aggredito, a sinistra, e quello che lo ha aiutato, a destra, che indossa molto malamente un collare morbido. Sarebbe il poliziotto col casco (foto accanto), quello che ha aiutato il collega aggredito ma senza prendere alcuna “botta”. Eppure solo lui indossa in maniera strana quel collare.

E’ tutto assai strano. Misterioso.

Però voi state pensando a divieti, “scudi” o “licenze di massacro”. E’ così o sto esagerando? A partire dalla premier, le dichiarazioni immediate appaiono lunari, ambigue, preoccupanti, e sembrano acclamare un ulteriore decreto restrittivo sulle manifestazioni, anziché proteggere i manifestanti e assicurare i violenti alla giustizia. Cioè fare il lavoro, soprattutto di prevenzione, che normalmente devono già saper fare le forze dell’ordine.

Quest’articolo sarà per voi un memento disturbante. Sta a voi evitare di liquidarlo come un banale j’accuse e recuperarne la forza etica tra le parole; sta anche ai vostri elettori. Coglietene correttamente la critica feroce, la stessa che potrebbe arrivare dalle piazze senza timore di essere represse, e preoccupatevi di un sentimento ormai palesemente molto diffuso a cui intendo dare la stessa voce nei medesimi toni.

Partiremo dal principio, dal pacatissimo augurio di “Buon lavoro” che vi feci dopo l’elezione della prima donna premier nella storia della nostra Repubblica. Poi, giorno dopo giorno, mi sono ritrovato mio malgrado a dover denunciare le vostre inefficienze e mancanze, sempre con maggior veemenza. E’ giusto che un cittadino lo faccia, nel proprio diritto/dovere di giudicare costantemente il mandato governativo; ma mi chiedo come sia possibile suscitare in un cittadino tale ardore. Ma tant’è: lo avete suscitato e reso possibile.

Vi eravate posti come "sovranisti". Dicevate che era per tutelare il paese e i cittadini, ma alla fine vi siete inginocchiati alla corte di Trump, accettando dazi indiscriminati e ricattatori, acquisti di gas a caro prezzo, armi di ogni genere, e tutto alle condizioni che vi ha dettato. Avete giustificato l'aggressione al Venezuela come reazione a un “attacco ibrido” (che diavolo è?!), rimangiandovi le parole della Meloni nel 2019: “Il diritto internazionale è sacro!”, diceva. Avete minimizzato l'ICE degli orrori, dicendo "Mica sono le SS!". E nel tempo che vi rimane fate la finta guerra all'Europa: la accusate di tutti i mali ma ne accettate ogni decisione. Nulla, infine, della promessa/miraggio di "porti chiusi", invece surrogata da una costosissima quanto inutile "prigione" in Albania, dove in tre anni sono andati in "quattro".

Dimentico qualcosa?

Ma ditemi: questo è sovranismo?

A me pare un maldestro globalismo che consacra l'Italia a stato satellite e servile!

Se è vero che gli interessi del paese li avete barattati per i famosi trenta denari, come "destra sociale" siete riusciti a fare anche peggio. Aiutate solo i ricchi a diventare più ricchi, favorite le banche, non tassate gli extraprofitti, abolite il welfare, distribuite "bonus" da elemosina, diminuite ancora l'apporto economico alla sanità pubblica, ve ne fregate dei problemi della scuola e dell'eterno precariato dei docenti, aiutate gli evasori, favorite lo sfruttamento della manodopera, non avete toccato né accise né canone Rai.

E anche qui: dimentico qualcosa?

Ma ditemi: questo vorrebbe dire "destra sociale"?

A me pare un maldestro anarcocapitalismo che ispira disordini e rivolte, in un paese (che era) disabituato a tali logiche.

Ma insomma cosa siete?

Dite la verità ai cittadini che vi hanno votato, inclusi quelli che lo hanno fatto per protesta e quelli che, sempre per protesta, sono rimasti a casa. Sicché capiscano una volta per tutte in che razza di guai li state cacciando.

E non è finita.

Vi eravate posti anche come paladini della sicurezza, promettendo strade più sicure e "pugno di ferro" contro il crimine. Ma vi siete occupati di abolire l'abuso di ufficio, per beneficio vostro e dei vostri burocrati; vi siete occupati di depotenziare le indagini e le intercettazioni, per beneficio vostro e dei vostri burocrati; vi siete occupati di imporre l'avviso prima dell'arresto, così ci si può organizzare, fuggire, evitare l'arresto, come già hanno fatto alcuni criminali; vi siete occupati di fare la guerra ai magistrati per spostare su di loro la colpa della vostra inefficienza e incapacità; vi siete occupati di fare una riforma della giustizia attraverso la quale pensate di poter controllare meglio i magistrati e l'obbligatorietà dell'azione penale, a vostro beneficio e dei vostri burocrati; vi siete occupati di definire "vergognoso" l'essere intercettati per aver incassato "modeste mazzette". E qui cascano non solo le braccia ma ogni altro elemento pendulo connesso all'apparato riproduttivo.

Queste sarebbero le tutele per i cittadini?

A me sembrano solo tutele per la politica, che spero non facciano gola anche alla sinistra quando toccherà a loro rimediare. Ai cittadini avete riservato altro.

Ai cittadini avete riservato l'unico brandello ideologico che vi sarebbe rimasto nell’animo destrorso, quello più anacronistico, inutile, tossico e pericolosissimo: il controllo delle masse con l'uso della forza.

Risulta che non ci state pensando neanche lontanamente a proteggere i cittadini dal crimine, ma – per l'ennesima volta – pensate a proteggere voi stessi dal loro dissenso. E allora vi siete occupati anche di decreti che puniscono i manifestanti. Ed era ancora poco. Vi siete occupati di seminare zizzania tra il popolo e le forze dell'ordine; vi siete occupati di manipolare le forze dell'ordine per indurli alla violenza contro il dissenso, quelle stesse forze dell'ordine a cui avete promesso senza mantenere nulla: quei stipendi più alti, quei pensionamenti, quell’incremento di unità e risorse. Ma nulla!

Possono sembrare tutte accuse ingiuste, ma basta fare riferimento anche solo ai social che utilizzate, alle centinaia e centinaia di messaggi quotidiani che scrivete su Facebook, X, Instagram, Threads, Linkedin, Telegram, ovunque! Alla veemenza delle vostre parole; all’uso di meme e formule infantili e denigratorie verso l’opposizione, o verso semplici cittadini che dissentono; al mettervi contro chi non vi ha votato come se fosse portatore di peste bubbonica; a indossare braccialetti con su scritto “poveri comunisti”. Non la finiremmo più di elencare tutte le posture irritanti che avete assunto, come foste ancora l’opposizione aggressiva che eravate. Ed è assurdo, paradossale, che al governo quest’aggressività l’abbiate addirittura moltiplicata a dismisura.

E ancora non vi basta.

Ora temete così tanto il dissenso che avete girato la manopola della propaganda sulla tacca del massimo. La Presidente del Consiglio va a trovare un poliziotto aggredito durante la manifestazione di appena tre giorni fa, per “Askatasuna” a Torino. Nelle foto, accanto alla premier "crocerossina", per fortuna l’agente appare in discreta forma, sorridente, tutto intero, senza apparenti graffi. Aggredito mentre si trovava inspiegabilmente da solo, per mano di un esercito di incapaci che nei video sembra lo stessero massacrando. Invece, si saranno limitati. Oppure dovevano limitarsi? Avevano martelli e spranghe di gomma? Ma noi tutti siamo comunque felici di vedere il poliziotto integro. E noi tutti auspichiamo che vengano assolutamente presi i "picchiatori", tolta loro la maschera che li travisava, e puniti severamente come meritano.

Ma saranno mai arrestati e interrogati costoro? Questi incappucciati? Sarà spiegato come per l’ennesima volta un manipolo di facinorosi non è stato individuato prima, e inspiegabilmente lasciato libero di mettere a ferro e fuoco la città?

Intanto, a Torino, c'era anche la manifestazione di altre 50 mila persone (o 15 mila, secondo altre fonti) che dimostravano pacificamente. E, tra tanti di questi giovani, vera linfa, vero ossigeno, piacere immenso da percepire il calore che esprimono rappresentando le loro idee (a prescindere se io li condivida o meno), c’erano anche persone con qualche anno sulle spalle. Un 60enne, per esempio, che si chiama Claudio Francavilla (cfr: articolo Fanpage) che vedete nella foto a corredo di quest’articolo. Ha il volto insanguinato, medicato alla meglio, trascinato via da qualche parte. Chi lo ha ridotto così? Lui dice: le manganellate prese dai poliziotti che hanno caricato. Lui, dalla cui età e forma appare inerme, inoffensivo, insieme a qualche altro centinaio di persone finite in ospedale. Altri giovani, genitori, o anziani, tutti però soggetti non mascherati e pacificamente in schiera a rappresentare le loro idee. Perché sarebbero stati malmenati e manganellati dalle stesse forze dell'ordine a cui invece sfuggivano i travisati, i facinorosi, i "picchiatori" del loro isolato collega, che per fortuna appare nelle foto privo molto più in forma dei manifestanti pestati a sangue.

E c'è anche chi la racconta in maniera ancora diversa. Si tratta di una giornalista del Manifesto, Rita Rapisardi, che a Torino era presente e testimonierebbe così:

Ieri sera verso la chiusura del giornale, tarda, tanto lavoro, vedo esplodere la storia del “poliziotto martellato”, soprattutto da dopo che Crosetto twitta il video (rubato a un collega di Torino oggi, non citato, non pagato, il logo tagliato) che poi rimbalza ovunque. La notizia in poco tempo diventa quella principale [...] Fortuna vuole che quella scena l’abbia vista con i miei occhi, ero a cinque metri, ancora più vicina del videomaker che si trovava alle mie spalle [...] In corso Regina ormai erano in pochi. Sono tornata indietro per controllare, si parla di 20-30 persone al massimo. Mi affaccio e arrivano lacrimogeni ad altezza uomo (cosa vietata), una ragazza di fianco a me viene colpita, un altro batte sull’angolo del muro e mi sfiora. Indietreggiamo, capisco che da lì sono un bersaglio, quindi torno sul corso e mi nascondo tra le auto. A questo punto vedo arrivare da sinistra una squadra di venti agenti in antisommossa che corrono per manganellare quei dieci più vicini, ormai deboli di numero. Sono pronta ad urlare “stampa”, convinta le avrei prese anche io, abituata a vestirmi sempre di nero poi. Uno di questi, esce dallo schieramento, parte da solo e si allontana di 15 metri, per inseguire un paio di persone, mi pare una avesse un’asta in mano. Le inizia a manganellare, uno finisce a terra. Altri manifestanti arrivano in soccorso prendono il poliziotto e lo sbattono via, lui cade a terra e da lì ci sono quei secondi immortalati dal video ormai virale. [...] Mi giro e guardo la squadra, nessuno arriva a salvarlo, eppure l’hanno visto. Intanto da dietro arrivano delle urla, “basta, basta, lasciamolo stare”. I militanti si allontanano e finalmente arriva un collega. In due poi lo trascinano via. Doppia ritirata, a quel punto mi allontano anche io, non era rimasto più nessuno. Cosa capiamo quando vediamo un video? Dov’è la nostra capacità di analisi? Quali domande ci facciamo? Cosa è successo prima, come interpreto quei pochi secondi, saranno tagliati ad arte? [...] Ci sono numerosi video di persone a terra circondate e manganellate quando sono a terra (anche fotografi, che non finiranno in home page), ho visto teste aperte, labbra spaccate, persone intossicate dal lacrimogeni che hanno vomitato in strada [...] Ora al di là di tutto, questo volevo raccontare, solo perché ero lì, di analisi sulle violenze e il loro significato ne trovate altrove [...]

*Estratto della testimonianza riportata dalla scrittrice e conduttrice Loredana Lipperini, che potete leggere nel suo Blog per intero.

Ma allora cosa succede, signori governanti?

Perché, sapete, tutto questo fa venire in mente la seconda metà degli anni '70, con un Cossiga, allora ministro dell'interno, che anni dopo confessava di infiltrare "provocatori professionisti" nelle manifestazioni universitarie. Il loro compito era quello di istigare i manifestanti e formare gruppetti per picchiare i poliziotti, mettere a ferro e fuoco le città, così che lo Stato, dopo, potesse avere l'alibi di autorizzare le forze dell'ordine a mandarli tutti all'ospedale, o al cimitero.

Signori governanti, io non vi accuso. Perché come vedete non esiste né destra né sinistra, quando l'obiettivo è quello di reprimere il dissenso per evitare che il potere non venga infastidito. Ma fate attenzione e ricordiamocelo tutti: in quegli anni di piombo morirono molti manifestanti, e morirono anche dei giovani poliziotti. Non deve accadere mai più!

Voi non state cercando di ricreare quel clima, giusto?

E nemmeno quello più recente del tristemente famoso G8 di Genova, giusto?

Non fate nulla del genere. Per carità!

Perché il timore che lo scontro si radicalizzi è grande. L'uso indiscriminato di forza repressiva è l'ultimo baluardo della più vecchia, malinconica e malconcia destra che si possa riesumare, e che anche la sinistra ha talvolta gradito. Non ci sono abbastanza prigioni, abbastanza ospedali, abbastanza cimiteri. Ce lo ricorda la storia, maledizione! Mettetevelo in testa, signori governanti, perché trascinare il popolo in nuove faide costerebbe molto caro a un popolo che è già in sofferenza, e lo sapete benissimo al netto della vostra propaganda. Mettetevelo in testa che la magistratura è l'organo indipendente dello Stato che ha il potere Costituzionale, obbligatorio e inderogabile, di indagare; e nessuno vi permetterà mai di mettere "scudi" e dare "licenza di massacro", senza poi dover passare da chi dovrà SEMPRE legittimare qualunque uso di forza estrema, o ingiusti provvedimenti per indurre timori.

Lo Stato deve garantire la sicurezza dei manifestanti da soggetti infiltrati, incappucciati, o che dir si voglia, e non usare tali soggetti associandoli ai manifestanti, e così tentare di reprimere le manifestazioni stesse fornendo licenza di massacro!

Non sbagliate ancora una volta tutto. Non toccate l'ingranaggio più delicato del contratto sociale tra Stato e Cittadini: l'equilibrio tra prevenzione e uso della forza.

Imparate – una volta per tutte – a decodificare le risorse della prevenzione: smettendola di dividere l'Italia come fate da oltre tre anni a questa parte; smettendola di assistere il potere economico e fare la guerra ai poveri; smettendola di aizzare le forze dell'ordine contro i manifestanti; smettendola di essere opposizione, perché voi governate!

Si ripeterebbe solo una parte terribile della nostra storia.

base foto: Fanpage (vd. didascalia)

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P. Giovanni Vullo

In questa navicella spaziale, vado in giro a fare scoperte. Provo a capire come funziona. E ve lo racconto.